giovedì 18 febbraio 2010

lunedì 15 febbraio 2010

27 febbraio, saremo pronti anche con un'altra novità!!!

Tutti in fermento in vista del 27 febbraio: in occasione di "Trieste In Festa", infatti, la voce ha iniziato a spargersi in maniera vertiginosa e sempre più persone stanno confermando la loro presenza all'evento.
La città comincia ad essere tappezzata di locandine che pubblicizzano l'evento, con le immagini di Dj Spiller e Carlo Pastore a primeggiare su tutto: la presenza contemporanea di due personaggi internazionali del panorama musicale ha inevitabilmente incrementato l'interesse attorno alla festa del 27 febbraio, che sarà però l'occasione anche per un'altra succulenta novità.
Quale? Non possiamo certamente svelarvela qui. Per conoscerla...basterà presentarsi al Raceway di Piazzale De' Gasperi 4, il 27 febbraio, dalle 22.30 in poi. Che la festa abbia inizio!!!

lunedì 8 febbraio 2010

''Trieste In Festa'': il 27 febbraio ci sarà anche Carlo Pastore!!!

Sempre più ricco il programma per quanto riguarda "Trieste In Festa", la manifestazione del 27 febbraio promossa da Orizzonti Orientali: già detto di Dj Spiller, che farà ballare tutti i presenti al Raceway di Trieste, ci sarà anche un altro gradito (e famoso) ospite che arricchirà la nostra festa.
Stiamo parlando di Carlo Pastore, conduttore televisivo, scrittore e dj italiano che deve la sua fama alla conduzione di Total Request Live, programma di Mtv, e della sua partecipazione a X-Factor, uno dei prodotti televisivi più seguiti dell'ultimo periodo.
Saranno quindi due gli ospiti internazionali che Orizzonti Orientali ospiterà a Trieste: entrambi faranno ballare e daranno spettacolo al Raceway di Trieste, pronti per riscaldare l'ambiente.
A ore ci saranno novità sulle prevendite!!! Rimanete sintonizzati sulle frequenze di Orizzonti Orientali!!!

mercoledì 3 febbraio 2010

Siete pro...siete pro...siete pronti a fare festa???

Ci siamo! Il primo evento del 2010 targato "Orizzonti Orientali" sta per prendere vita.
La nostra associazione, in collaborazione con il MoaStaff Trieste, avrà il piacere e l'onore di ospitare presso il Raceway di Trieste (Piazzale de Gasperi 4) il popolare dj internazionale SPILLER.
Chi è Spiller? Per rispondere a questa domanda, vi diciamo solamente "Siete pro...siete pro...siete pronti per lo show"! Con questo tormentone, l'artista veneziano ha fatto impazzire migliaia di giovani nell'estate 2009, pure se la canzone è Useless Wooden Toys - Teen Drive In (Spiller Remix).
L'evento che Orizzonti Orientali organizza si chiama Trieste In Festa, ed avrà il patrocinio del Comune di Trieste, oltre ad avere la presenza di sponsor importanti quali RedBull Italia, Autoscuole Bizjak, Casinò Carnevale, NanoRec Srl e molti altri ancora: fra pochi giorni la città verrà tappezzata dalla pubblicità dell'evento e cominceranno a girare anche i vari flyer e le prevendite.
Un evento da non perdere, anche per il nobile scopo della festa: buona parte dell'incasso, infatti, verrà devoluto in beneficienza, dal momento che Orizzonti Orientali non si dimentica mai di far parte del Progetto "Interventi In Rete", coordinato dalla consorella MerryGoRound Associazione Onlus; quindi, attenzione sempre posta alle patologie rare in età adulta e disabilità.

lunedì 18 gennaio 2010

Uno sguardo intorno a noi: l'invalidità civile

Orizzonti Orientali si occupa di aggregazione e raggruppamento, certo, ma non bisogna dimenticare come anche noi facciamo parte di un gruppo di associazioni che danno attenzione al sociale ed anche alle fasce di persone meno fortunate di noi.

Un tema che ci sta particolarmente a cuore è quello dei disabili e degli invalidi: con il primo gennaio 2010, una circolare a livello nazionale ha cambiato le modalità di presentazione delle domande di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, un aspetto da non sottovalutare e che ha posto innumerevoli quesiti in questo primo mese di 2010.
Dal primo gennaio, infatti, le domande per il riconoscimento di questi stati, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all'INPS esclusivamente per via telematica.

Come? Ci sono tre passaggi: il primo è quello del MEDICO CERTIFICATORE. Il cittadino si reca da questo, che compila la certificazione medica esclusivamente online, sul sito internet www.inps.it. Dopo l'invio telematico, il medico consegna al cittadino una stampa firmata e una ricevuta con un numero di certificato.

Il secondo passaggio è la DOMANDA DELLA VISITA MEDICA: dopo essersi recato presso il medico certificatore, il cittadino deve compilarla entro il termine massimo di trenta giorni. Come fare? Ci sono tre modi: le due vie più facili sono quelle di rivolgersi ad un PATRONATO o ad un'ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA (Ens, Anmic, Anfass, Uic), la terza è che il cittadino si accrediti personalmente all'area online per la trasmissione della domanda di visita medica.

Ultimo passaggio, dopo aver effettuato la domanda di visita ed aver ricevuto l'appuntamento, è LA VISITA MEDICA VERA E PROPRIA: qui a Trieste si svolge in Via del Farneto, con una commissione "mista" composta da medici della ASL e da un medico dell'INPS a rotazione. Il che accorcia notevolmente i tempi, dal momento che si passa attraverso un solo grado di commissione, e non più attraverso due.

E' una cosa che rivoluziona notevolmente il mondo ospedaliero, e l'intenzione è che, entro il 2012, tutti i tipi di certificati, anche quelli di malattia, siano trasmessi in maniera esclusivamente telematica: la nostra "consorella" MerryGoRound, attentissima a questi temi, ha iniziato in questi giorni ad offrire un servizio ai suoi utenti, ovvero la raccolta e inoltro delle domande di invalidità civile, per restringere ancora di più i tempi e dare risposte alle domande che stanno piovendo relativamente a questi riconoscimenti importanti.

Si tratta di un tema non da poco, che rivoluziona il mondo della disabilità e che sta prendendo piede giorno dopo giorno: anche i medici stessi stanno cercando di capire al meglio la procedura da seguire, e Orizzonti Orientali è sempre aperta e pronta per cercare di dare le risposte ai nostri curiosi lettori!

venerdì 15 gennaio 2010

Anno nuovo, vita nuova anche per noi!!!

E' partito un nuovo anno, ed anche Orizzonti Orientali ricomincia, sotto una nuova veste: ci si lascia dietro le cose degli anni passati, e si punta all'aggregazione giovanile.
Il 2010 è l'anno europeo della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, un'occasione per rinnovare l'impegno verso la solidarietà, la giustizia e l'inclusione sociale: proprio per questo Orizzonti Orientali, che fa parte di un'aggregazione di cooperative che si occupano di questi temi, cercherà di fare la sua parte proprio nel campo dell'inclusione sociale.
Cooperativa Ida, MerryGoRound, Quore, Cervello Collettivo: queste sono le nostre "consorelle", che occupano ognuna una fetta importante dell'universo sociale che cerchiamo di coprire.
Inclusione sociale e aggregazione giovanile, due parole chiave per Orizzonti Orientali, che a breve partirà con una serie di eventi a Trieste, per costituire un punto di raccordo per i giovani della città.
Se volete rimanere aggiornati, quindi, visitate il nostro spazio, dove potrete trovare informazioni, notizie, foto e quant'altro! In alternativa, abbiamo anche uno spazio Facebook (oramai ce l'hanno quasi tutti, perchè non possiamo averlo anche noi?) dove potete rimanere in contatto con Orizzonti Orientali...basta andare sul sito e digitare il nostro nome!
A presto con altre notizie!!!

sabato 23 maggio 2009

Il Tedesco. 11, La declinazione del sostantivo

Come l'Italiano ha perso le desinenze casuali del Latino, delle quali solamente i plurali sono vestigia, così il Tedesco presenta i sostantivi uguali in molti casi, ma, disgrazitamente, non tutti.
Si dice che il tedesco ha una sintassi ridondante perché, mentre l'Italiano ha sostituito completamente le funzioni dei casi con le preposizioni, il Tedesco ha conservato le declinazioni ed ha affiancato loro le preposizioni.

Questa affermazione non è del tutto esatta, perché riflettendo meglio ci accorgiamo che già il Latino risolveva alcune funzioni logiche attraverso l'uso di preposizione, comunque associate a determinati casi. Anzi, a seconda del caso che vi veniva associato, la preposizione acquistava un significato piuttosto che un altro.
In + accusativo, ad esempio, esprimeva moto a luogo, mentre in + ablativo indicava stato in luogo.
Apparentemente ci sembrano espedienti necessari per rendere tutte le sfumature del discorso, ma se pensiamo che esistono lingue - come l'Estone - che svolgono queste funzioni attraverso dei casi specifici [l'illativo, per indicare moto a luogo chiuso, o l'allativo, per il moto a luogo aperto] possiamo notare il carattere misto che già il Latino possedeva.
Del resto, in quanto evoluzione del Latino, anche l'Italiano continua ad allontanarsi dal sistema dei casi, ma non ha ancora compiuto del tutto questa evoluzione: i pronomi personali, per esempio, mostrano "palesemente" una forma di declinazione: io, me, mi.
Anche il Tedesco, in realtà, sembra sulla via per abbandonare il sistema dei casi: molte differenze si sono già appannate e assistiamo, proprio nella nostra epoca, alla progressiva sostituzione del genitivo con la locuzione von+dativo.

Questa premessa per acquisire la consapevolezza che il Tedesco è molto più simile alle nostre strutture linguistiche di quanto non appaia a prima vista e per tranquillizzarci, pensando che dobbiamo pur avere una qualche reminescenza atavica che ci favorisca nella memorizzazione e nell'uso opportuno dei casi.
La parte più difficile non sarà riconoscere il caso in cui ci si presenta un sostantivo e attribuire ad esso il giusto senso, bensì scegliere quale desinenza usare per comunicare in corrispondenza con le nostre intenzioni.
Se proprio dovesse risultarci ostico, possiamo sempre pazientare qualche secolo, in attesa che le desinenze spariscano del tutto.

mercoledì 20 maggio 2009

Il Tedesco. 10, pronomi che si declinenano come "ein, eine, ein"

Prevedibilmente, ci sono anche dei pronomi la cui declinazione segue - al singolare - il modello dell'articolo indeterminativo.
Sono kein [nessuno] e i pronomi personali: mein [mio], dein [tuo], sein [suo di lui], ihr [suo di lei], unser [nostro], euer [vostro], ihr [loro].

Esercitiamoci un poco:

M F N Pl
kein keine kein keine
keines keiner keines keiner
keinem keiner keinem keinen
keinen keine kein keine


euer euere euer euere
eueres euerer eueres euerer
euerem euerer euerem eueren
eueren euere euer euere

domenica 17 maggio 2009

Il Tedesco. 09, pronomi che si declinano come "der, die das"

Dato che seguono la declinazione dell'articolo determinativo, introduciamo subito i pronomi dimostrativi

Questo
 
 M F N Pl
dieser diese dieses diese
dieses dieser dieses dieser
diesem dieser diesem diesen
diesen diese dieses diese

Quello

jener jene jenes jene
jenes jener jenes jener
jenem jener jenem jenen
jenen jene jenes jene

e i pronomi indefiniti

Ogni

jeder jede jedes jede
jenes jeder jedes jeder
jenem jeder jedem jeden
jenen jede jedes jede

Quale

welcher welche welches welche
welches welcher welches welcher
welchem welcher welchem welchen
welchen welche welches welche

Tale

solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...


Coraggio, aggiungete da soli le desinenze dei casi: sento che potete farcela!

giovedì 14 maggio 2009

Il Tedesco. 08, uso dell'articolo indeterminativo

Con i verbi che esprimono come un soggetto viene considerato, si usa l'articolo indeterminativo, che segue la preposizione che spesso questi verbi richiedono:

gelten für = essere considerato

halten für = ritenere

sich ausgeben für = spacciarsi per

Secondo lo stesso principio, anche dopo il verbo essere [sein] si usa - più spesso che in Italiano - l'articolo indeterminativo, ma - al contrario dell'Italiano - non davanti ai predicati che esprimono una professione o un ruolo, perciò avremo:
Er ist ein Edelmann = È nobile
Er ist Arzt = È un dottore

Lo troviamo ancora:

Nei titoli di opere, per indicarne il genere:
"Über das Erhabene. Ein Versuch" - "Sul sublime. Saggio"

Nelle apposizioni, quando non c'è l'articolo determinativo:
[...] Plato, ein griechischer Philosoph, [...] = [...] Platone, filosofo greco, [...]

Con le parti del corpo, le qualità morali e, in genere, ciò che può essere "avuto" da un individuo:
Er hat ein eisernes Gedächtnis = Ha la memoria di ferro

lunedì 11 maggio 2009

Il Tedesco. 07, Uso dell'articolo determinativo


L'articolo determinativo si usa sempre tranne:
- davanti ai nomi propri di persona [come in Italiano, come noi del nord dimentichiamo spesso!] e davanti ai titoli che li accompagnano: il signor Schulz è Herr Schulz. Tuttavia, come in Italiano, i nomi famialiari o i cognomi di figure celebri possono prendere, colloquialmente, l'articolo:  die Susanne e der Goethe.
- davanti a nomi di città e nazioni, non preceduti da aggettivo: Deutschland, la Germania. Fanno eccezione i nomi geografici femminili che terminano in -ei e -ie [die Lombardei, Die Normandie] e la Svizzera [die Schweiz].
- davanti al possessivo seguito da sostantivo: il mio libro è  mein Buch.
davanti a sostantivi con il genitivo anteposto: des Vaters Wortes: le parole del padre / die Worte des Vaters.
- davanti a sostantivi non numerabili o usati in senso partitivo: Moechtest du Brot? [desideri del pane? e non Desideri il pane]
- quando si vuole generalizzare il significato del nome, tipicamente in proverbi e detti popolari "Jugend vergeht, Tugend besteht" [la giovinezza passa, la virtù rimane]

A differenza dell'Italiano, si usa anche:
- davanti a epiteti e numerali di nobili/sovrani: Carlo Magno > Karl der Große.
davanti ai nomi dei santi: San Giuseppe > der heilige Joseph.
- quasi sempre col genitivo qualitativo: lacrime di gioia > Tränen der Freude
- legato a zu nella costruzione del complemento predicativo con i verbi erwählen [eleggere], ernennen [nominare], machen [fare], werden [divenire] [...fregatevene per adesso, ci ritorneremo e sembrerà normale: magie del Tedesco!]
- ovviamente in alcune espressioni idiomatiche le cui ragioni sono ormai assai opache, ad esempio: per scherzo > zum Spaß [ove zum è ottenuto dalla crasi tra zu e il dativo di der, dem].

venerdì 8 maggio 2009

Il Tedesco. 06, l'articolo

I più attenti si saranno accorti che i vocaboli - sempre allo scopo di specificarne il genere - sono sempre preceduti dal loro articolo.
I meno addormentati avranno anche notato che abbiamo fino ad adesso usato gli articoli senza menzionare neanche un minimo del meraviglioso mondo di regole che li reggono.
Per farci perdonare con una cosa sicuramente gradita e divertente, vi snoccioliamo subito la declinazione, che bisogna imparare a memoria [ricordate che il Tedesco è dedizione e disciplina, infatti - lo ribadiamo - è la lingua dei compositori e dei pensatori, mica di un popolo spensierato che mangia la pizza in riva al mare...]

L'articolo determinativo [maschile.......femminile......neutro   :::   plurale]

Nom.     der..............die..................das    :::::   die
Gen.      des..............der.................des     :::::    der
Dat.       dem...........der.................dem    :::::   den 
Acc.        den............die..................das     :::::   die

L'articolo indeterminativo

Nom.     ein..............eine..................ein    
Gen.      eines...........einer...............eines    
Dat.       einem.........einer................einem   
Acc.       einen............eine................ein    

Non insulteremo la vostra intelligenza ribadendo che i casi sono elementi della sintassi e non del lessico, quindi le loro funzioni restano le stesse in ogni lingua, salvo i casi di costrutti particolari, che - comunque - riguardano tipicamente i casi indiretti.

lunedì 4 maggio 2009

Il Tedesco. 05, lessico

Vediamo, allora, un po' di queste parole dai generi a volte imprevedibili.

La famiglia
Madre...................................................die Mutter
Padre....................................................der Vater
Figlio maschio......................................der Sohn
Figlia femmina.....................................die Tochter
Fratello.................................................der Bruder 
Sorella...................................................die Schwester
Nonno...................................................der Opa [der Großvater]
Nonna...................................................die Oma [die Großmutter]
Zio.........................................................der Onkel
Zia.........................................................die Tante
Gatto.....................................................die Katze [se proprio serve dire che è un maschio, der Kater]
Cane......................................................der Hund
Coniglio.................................................das Kaninchen

Die Schwester è usato anche per indicare la suora e l'infermiera.
Il cane della pistola è der Hahn.
Quando hanno grattacapi, i tedeschi spaccano noci, non pelano gatte, quindi l'espressione idiomatica per "Avere una gatta da pelare" è "eine harte Nuß zu knacken haben".


giovedì 30 aprile 2009

Il Tedesco, 04. Il sostantivo [2]


In Tedesco, come in tutte le lingue, agli oggetti inanimati viene assegnato un genere grammaticale sulla base di motivazioni psicologiche ancestrali che non è quasi più possibile ricostruire con certezza, ma che è interessante e produttivo indagare.


Generalmente si individua una categoria superiore, cui ascrivere gli elementi più "forti", e una inferiore, di cui fanno parte quelli più "deboli".

Ad esempio piede e mano, in alcune lingue, sono denotati da sostantivi simili o uguali, ma in genere il piede, più grande, è maschile, mentre la mano è femminile.


La spiritualità dei popoli primitivi ha personificato oggetti e fenomeni in base alla propria esperienza culturale e speculare sul lessico di una lingua spesso ci conduce a conoscere nuovi aspetti della cultura che l'ha generata.


In Tedesco, allora, il sole - che immaginiamo essere assai meno presente nella quotidianità rispetto a quanto non lo fosse per i popoli mediterranei - è femminile [die Sonne].

La morte, forse perché ineluttabile, è maschile [der Tod]. Tuttavia, questo sostantivo è utilizzato solamente per la morte degli esseri umani. Quando si parla della morte di animali o piante, si fa ricorso agli infiniti sostantivati, quindi a un più debole genere neutro [rispettivamente das Verenden e das Absterben].

L'amore - ovviamente - è femminile [die Liebe]!


La storia del territorio, inoltre, ci spiega come mai la lingua abbia scelto diversi vocaboli per denotare diversi aspetti delle cose, a seconda delle loro specificità.

Per esempio, esistono due parole per indicare il muro: die Mauer e die Wand. La prima, di chiara origine latina, è usata per indicare i muri esterni, mentre die Wand [che condivide l'etimologia con l'inglese wall e deriva dalla radice germanica per "intrecciare"] è il vocabolo usato per le pareti interne.
La spiegazione può essere vista nel fatto che i popoli germanici vivevano in capanne, perciò l'oggetto che delimitava l'abitazione dal mondo esterno era "qualcosa di intrecciato". I Romani introdussero abitazioni in muratura, ma a quell'epoca la lingua germanica possedeva già una parola per indicare il muro, perciò si creò la distinzione fra la costruzione più esterna, presumibilmente più solida e quindi "die Mauer", e quella interna "die Wand".


Purtroppo, non sempre la riflessione sulla storia della lingua ci aiuta a prevedere il genere di un sostantivo: difficile trovare una motivazione al perché il Tedesco abbia scelto di assegnare il maschile al vocabolo che denota la sedia, der Stuhl, [o perché l'Italiano l'abbia voluta femminile!].

Non resta quindi, come già ammesso, che rassegnarsi a fare una buona scorta di fosforo e memorizzare i vocaboli associati al loro genere!

lunedì 27 aprile 2009

Il Tedesco, 03. Il sostantivo [1]


Il Tedesco è una lingua che, meglio di quelle neolatine e di molte altre germaniche, ha conservato la distinzione tra maschile, femminile e neutro, propria delle lingue classiche; tale distinzione, infatti, non si presenta solo nei pronomi, ma anche nei sostantivi.


In generale, viene rispettato il genere naturale del referente, ma vi sono alcune eccezioni:



- "La donna" è neutro: das Weib


- I diminutivi in -chen e -lein diventano tutti neutri, indipendentemente dal sostantivo da cui derivano, anche quando la derivazione è divenuta opaca :


"La stellina" = la piccola stella = der Stern (m) >>>das Sternchen (n)


"La signorina" = la piccola signora = die Frau >>> das Fräulein (n)


"La ragazza" = das Mädchen




Gli oggetti inanimati hanno, tuttavia, generi spesso diversi da quelli che hanno in Italiano.
Di fatto, non si può far altro che memorizzare ciascun vocabolo con il relativo articolo determinativo che ne indica il genere, ma è utile tenere presente che:


Sono maschili:


- Le stagioni, i mesi e i giorni della settimana.


- I minerali [ma non i metalli]


- Quasi tutti i deverbali


Sono femminili:


- I sostantivi che terminano in -heit, -keit [solitamente astratti], -schaft, -ei, -ung.


- I bisillabi che terminano in -e.


Sono neutri:


- I diminutivi, con desinenza in -chen e -lein.


- I metalli


- I nomi geografici di città e paesi [che di regola non hanno articolo]


- Gli infiniti sostantivati.


- Quasi tutti i sostantivi che terminano in -tum.


- Quasi tutti i sostantivi che iniziano con Ge-.


giovedì 23 aprile 2009

Il Friulano è una lingua, il Triestino...


"....è un difetto di pronuncia" - diranno subito i nostri piccoli lettori.

Non era qui che volevamo arrivare. Per quanto sia un'affermazione difficilmente opinabile, non siamo qui per fomentare vacui campanilismi.

Ci domandiamo, piuttosto: che cosa fa la differenza tra una lingua e un dialetto?

Tutti - ci sembra - siamo capaci di dire che il Milanese e il Napoletano sono dialetti, mentre l'Italiano e il Tedesco sono lingue, ma che cosa ce lo fa affermare con tanta sicurezza?

Nel loro volume "Le lingue e il Linguaggio" [Il Mulino, Bologna, 2003] i professori Graffi e Scalise ci insegnano che "una lingua è un dialetto con un esercito e una marina": frase a effetto attribuita al linguista Max Weinreich per dire che la differenza è di carattere meramente istituzionale, e non linguistico.

Non esistono, infatti, criteri "tecnici" - linguistici, appunto - che ci possano far dire con certezza se un dato idioma è da ascriversi ad un gruppo o ad un altro.


Per ragioni storiche e sociali accade che un dialetto, in un'area, ha maggiore diffusione e ne diventa la lingua ufficiale: l'Italiano altro non è che l'evoluzione del dialetto toscano.

Un dialetto che si afferma e diffonde, nel corso della Storia vede nascere un corpus letterario e, probabilmente, numerose grammatiche e trattati normativi. Queste caratteristiche, oltre al consistente numero di parlanti, sono quelle che comunemente ce lo fanno, poi, chiamare "lingua".

Comunemente, però, si dice anche che un determinato linguaggio umano è un dialetto di una determinata altra lingua. Ciò è motivato dal fatto che si considerano parlanti di dialetti di una medesima lingua coloro che, pur esprimendosi con linguaggi diversi, si capiscono a vicenda.

Inutile ironizzare, a questo punto, sull'inespugnabilità di certi "dialetti" dell'Italiano...

giovedì 16 aprile 2009

Il Serbo Croato. 11, lessico


Postuliamo anche, magari, di volere - oltre che elencare le contrade del Palio - anche sopravvivere e nutrirci.


ALIMENTI E BEVANDE (alimentacija i pića)*


pane................................................kruh

pastasciutta....................................tjestenina

brodo...............................................juha (f.)

minestra di verdure..................... juha od povrća

carne...............................................meso (n.)

pesce...............................................riba (f.)

formaggio........................................sir

acqua..............................................voda

vino.................................................vino (n.)

birra................................................pivo (n.)

latte................................................mlijeko (n.)

caffè................................................kava

tè.....................................................čaj (m.)



* si noti che alimentacija è un femminile singolare collettivo, mentre pića è un neutro plurale

martedì 14 aprile 2009

Il Serbo Croato. 10, lessico


Ancora un po' di lessico


ANIMALI (životinje)


gatto.......................mačak (m.) / mačka (f.)

cane........................pas

canarino.................kanarinac

pesce......................riba (f.)

cavallo...................konj

asino......................magarac

mucca....................krava

toro........................bik

coniglio..................kunić

gallo....................... pijetao

gallina....................kokoš

oca..........................guska

istrice.....................dikobraz

aquila.....................orao (m.)

civetta....................ćuk (m.)

bruco.....................busjenica (f.)

giraffa....................žirafa


Ce ne scusiamo, ma inspiegabilmente, sul vocabolario, non abbiamo trovato il leocorno.

domenica 12 aprile 2009

Pasqua cristiana


E' la Pasqua, e non la Natavità, la festività più importante del cristianesimo, perché ricorda il sacrificio compiuto da Gesù, morto per salvare gli uomini.

L'etimologia deriva dall'ebraico Pesach; con questa festività, infatti, gli Ebrei celebrano la fuga dall'Egitto. Letteralmente significa "passaggio"

E' per questo che si distingue tra Pasqua di Liberazione, cioè quella celebrata da Gesù durante l'Ultima Cena, e la Pasqua di Risurrezione.


Nei giorni precedenti alla Domenica di Pasqua, la Chiesa officia queste funzioni:


Giovedì Santo: giorno in cui vengono consacrati gli Olii, si svolge la lavanda dei piedi e vengono allestiti i sepolcri.

Curiosità storica, è proprio dalle funzioni dei "Sepolcri" [in occasioni delle quali i sacerdoti mettevano in scena gli episodi del Vangelo inerenti negli spazi della chiesa] che, in età medievale, il teatro, come lo intendiamo oggi, ha mosso nuovi passi, dopo un periodo in cui gli spettacoli erano ridotti alle esibizioni di "joculares" e "histriones".

Venerdì Santo: si celebra la Via Crucis solenne.

Sabato Santo: è l'unico giorno del calendario cristiano in cui non si celebra la messa, le chiese sono disadorne e i tabernacoli sono aperti e vuoti.


La Domenica di Pasqua si festeggia la Resurrezione di Cristo e il Lunedì successivo, detto "dell'Angelo" ricorda l'apparizione alle pie donne di un angelo che rivela loro che Gesù è risorto, secondo le scritture, e le invia a divulgare la lieta novella [ritornando alle rappresentazioni medievali, l'episodio ricordato nei famosi "Quem quaeritis?"]

venerdì 10 aprile 2009

Metodi di estrazione delle essenze


Prima di pensare a come si assumono le essenze, in effetti, sarebbe stata una buona idea scoprire come queste vengono estratte e che cosa determina la qualità, e quindi l'efficacia, di esse.
Vediamolo ora!

La SPREMITURA è il metodo più antico, consiste, come si intuisce, nella compressione della buccia esterna del frutto. Per questo è utilizzata nell'estrazione degli olii degli agrumi, contenuti, per l'appunto, nella scorza. La spremitura avviene per mezzo di una pressa in cui viene fatta scorrere poca acqua, poi separata dagli olii grazie ad una centrifuga.

La DISTILLAZIONE avviene in CORRENTE DI VAPORE: le parti della pianta sono disposte su una grata al di sotto della quale viene fatta evaporare dell'acqua.
I vapori "estraggono" dalla pianta le essenze e si incanalano nelle speciali serpentine dell'alambicco, portandole con sè. Qui, per effetto del raffreddamento, tornano allo stato liquido; l'acqua viene eliminata attraverso uno scolo [generalmente un rubinetto] e si ottiene così l'olio puro, che su di essa galleggiava.

L' ENFLEURAGE è il sistema di estrazione meno impiegato, perché il più lungo è costoso. Tuttavia, in alcuni casi, non è possibile agire diversamente, come per l'estrazione dell'essenza di gelsomino o di rosa, le cui materie prime sono molto delicate. I fiori delle piante vengono fatti appassire su superfici grasse, che sciolgono e assorbono gli olii contenuti in essi.

A seconda delle piante, è possibile che nelle essenze si trovino delle sostanze irritanti per la pelle, quindi, in alcuni casi, la materia estratta viene sottoposta ad un processo detto "rettificazione", una sorta di ulteriore distillazione che elimina le sostanze rischiose.
Nella scelta di un olio essenziale, oltre che lo scopo per il quale lo si impiega, è importante prestare attenzione alla serietà del produttore.
Le essenze, infatti, si possono estrarre anche attraverso l'impiego di SOLVENTI: questo è un sistema più veloce, economico e che rende maggiori quantità, il che, com'è ovvio, permette al produttore di immettere sul mercato prodotti più economici.
E' bene, però, non farsi tentare da prezzi troppo contenuti, perché non si può sapere che effetti abbiano sull'organismo i solventi utilizzati; senza contare il fatto che - considerando le minime quantità di olio essenziale che si impiegano - un prodotto diluito non può dare l'efficacia di uno puro.
Alcuni produttori optano per canali di distribuzione e vendita non convenzionali proprio per poter offrire prodotti sicuri pur contenendo il prezzo al pubblico, perciò se è vero che "economico - uguale - sospetto", non sempre "costoso" corrisponde a "sicuro". E' in questo caso più che mai importante scegliere prodotti con un'etichetta completa e leggibile, provenienti da produzioni controllate e, se in dubbio, provare prima piccole quantità di prodotto.