mercoledì 20 maggio 2009

Il Tedesco. 10, pronomi che si declinenano come "ein, eine, ein"

Prevedibilmente, ci sono anche dei pronomi la cui declinazione segue - al singolare - il modello dell'articolo indeterminativo.
Sono kein [nessuno] e i pronomi personali: mein [mio], dein [tuo], sein [suo di lui], ihr [suo di lei], unser [nostro], euer [vostro], ihr [loro].

Esercitiamoci un poco:

M F N Pl
kein keine kein keine
keines keiner keines keiner
keinem keiner keinem keinen
keinen keine kein keine


euer euere euer euere
eueres euerer eueres euerer
euerem euerer euerem eueren
eueren euere euer euere

domenica 17 maggio 2009

Il Tedesco. 09, pronomi che si declinano come "der, die das"

Dato che seguono la declinazione dell'articolo determinativo, introduciamo subito i pronomi dimostrativi

Questo
 
 M F N Pl
dieser diese dieses diese
dieses dieser dieses dieser
diesem dieser diesem diesen
diesen diese dieses diese

Quello

jener jene jenes jene
jenes jener jenes jener
jenem jener jenem jenen
jenen jene jenes jene

e i pronomi indefiniti

Ogni

jeder jede jedes jede
jenes jeder jedes jeder
jenem jeder jedem jeden
jenen jede jedes jede

Quale

welcher welche welches welche
welches welcher welches welcher
welchem welcher welchem welchen
welchen welche welches welche

Tale

solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...
solch... solch... solch... solch...


Coraggio, aggiungete da soli le desinenze dei casi: sento che potete farcela!

giovedì 14 maggio 2009

Il Tedesco. 08, uso dell'articolo indeterminativo

Con i verbi che esprimono come un soggetto viene considerato, si usa l'articolo indeterminativo, che segue la preposizione che spesso questi verbi richiedono:

gelten für = essere considerato

halten für = ritenere

sich ausgeben für = spacciarsi per

Secondo lo stesso principio, anche dopo il verbo essere [sein] si usa - più spesso che in Italiano - l'articolo indeterminativo, ma - al contrario dell'Italiano - non davanti ai predicati che esprimono una professione o un ruolo, perciò avremo:
Er ist ein Edelmann = È nobile
Er ist Arzt = È un dottore

Lo troviamo ancora:

Nei titoli di opere, per indicarne il genere:
"Über das Erhabene. Ein Versuch" - "Sul sublime. Saggio"

Nelle apposizioni, quando non c'è l'articolo determinativo:
[...] Plato, ein griechischer Philosoph, [...] = [...] Platone, filosofo greco, [...]

Con le parti del corpo, le qualità morali e, in genere, ciò che può essere "avuto" da un individuo:
Er hat ein eisernes Gedächtnis = Ha la memoria di ferro

lunedì 11 maggio 2009

Il Tedesco. 07, Uso dell'articolo determinativo


L'articolo determinativo si usa sempre tranne:
- davanti ai nomi propri di persona [come in Italiano, come noi del nord dimentichiamo spesso!] e davanti ai titoli che li accompagnano: il signor Schulz è Herr Schulz. Tuttavia, come in Italiano, i nomi famialiari o i cognomi di figure celebri possono prendere, colloquialmente, l'articolo:  die Susanne e der Goethe.
- davanti a nomi di città e nazioni, non preceduti da aggettivo: Deutschland, la Germania. Fanno eccezione i nomi geografici femminili che terminano in -ei e -ie [die Lombardei, Die Normandie] e la Svizzera [die Schweiz].
- davanti al possessivo seguito da sostantivo: il mio libro è  mein Buch.
davanti a sostantivi con il genitivo anteposto: des Vaters Wortes: le parole del padre / die Worte des Vaters.
- davanti a sostantivi non numerabili o usati in senso partitivo: Moechtest du Brot? [desideri del pane? e non Desideri il pane]
- quando si vuole generalizzare il significato del nome, tipicamente in proverbi e detti popolari "Jugend vergeht, Tugend besteht" [la giovinezza passa, la virtù rimane]

A differenza dell'Italiano, si usa anche:
- davanti a epiteti e numerali di nobili/sovrani: Carlo Magno > Karl der Große.
davanti ai nomi dei santi: San Giuseppe > der heilige Joseph.
- quasi sempre col genitivo qualitativo: lacrime di gioia > Tränen der Freude
- legato a zu nella costruzione del complemento predicativo con i verbi erwählen [eleggere], ernennen [nominare], machen [fare], werden [divenire] [...fregatevene per adesso, ci ritorneremo e sembrerà normale: magie del Tedesco!]
- ovviamente in alcune espressioni idiomatiche le cui ragioni sono ormai assai opache, ad esempio: per scherzo > zum Spaß [ove zum è ottenuto dalla crasi tra zu e il dativo di der, dem].

venerdì 8 maggio 2009

Il Tedesco. 06, l'articolo

I più attenti si saranno accorti che i vocaboli - sempre allo scopo di specificarne il genere - sono sempre preceduti dal loro articolo.
I meno addormentati avranno anche notato che abbiamo fino ad adesso usato gli articoli senza menzionare neanche un minimo del meraviglioso mondo di regole che li reggono.
Per farci perdonare con una cosa sicuramente gradita e divertente, vi snoccioliamo subito la declinazione, che bisogna imparare a memoria [ricordate che il Tedesco è dedizione e disciplina, infatti - lo ribadiamo - è la lingua dei compositori e dei pensatori, mica di un popolo spensierato che mangia la pizza in riva al mare...]

L'articolo determinativo [maschile.......femminile......neutro   :::   plurale]

Nom.     der..............die..................das    :::::   die
Gen.      des..............der.................des     :::::    der
Dat.       dem...........der.................dem    :::::   den 
Acc.        den............die..................das     :::::   die

L'articolo indeterminativo

Nom.     ein..............eine..................ein    
Gen.      eines...........einer...............eines    
Dat.       einem.........einer................einem   
Acc.       einen............eine................ein    

Non insulteremo la vostra intelligenza ribadendo che i casi sono elementi della sintassi e non del lessico, quindi le loro funzioni restano le stesse in ogni lingua, salvo i casi di costrutti particolari, che - comunque - riguardano tipicamente i casi indiretti.

lunedì 4 maggio 2009

Il Tedesco. 05, lessico

Vediamo, allora, un po' di queste parole dai generi a volte imprevedibili.

La famiglia
Madre...................................................die Mutter
Padre....................................................der Vater
Figlio maschio......................................der Sohn
Figlia femmina.....................................die Tochter
Fratello.................................................der Bruder 
Sorella...................................................die Schwester
Nonno...................................................der Opa [der Großvater]
Nonna...................................................die Oma [die Großmutter]
Zio.........................................................der Onkel
Zia.........................................................die Tante
Gatto.....................................................die Katze [se proprio serve dire che è un maschio, der Kater]
Cane......................................................der Hund
Coniglio.................................................das Kaninchen

Die Schwester è usato anche per indicare la suora e l'infermiera.
Il cane della pistola è der Hahn.
Quando hanno grattacapi, i tedeschi spaccano noci, non pelano gatte, quindi l'espressione idiomatica per "Avere una gatta da pelare" è "eine harte Nuß zu knacken haben".


giovedì 30 aprile 2009

Il Tedesco, 04. Il sostantivo [2]


In Tedesco, come in tutte le lingue, agli oggetti inanimati viene assegnato un genere grammaticale sulla base di motivazioni psicologiche ancestrali che non è quasi più possibile ricostruire con certezza, ma che è interessante e produttivo indagare.


Generalmente si individua una categoria superiore, cui ascrivere gli elementi più "forti", e una inferiore, di cui fanno parte quelli più "deboli".

Ad esempio piede e mano, in alcune lingue, sono denotati da sostantivi simili o uguali, ma in genere il piede, più grande, è maschile, mentre la mano è femminile.


La spiritualità dei popoli primitivi ha personificato oggetti e fenomeni in base alla propria esperienza culturale e speculare sul lessico di una lingua spesso ci conduce a conoscere nuovi aspetti della cultura che l'ha generata.


In Tedesco, allora, il sole - che immaginiamo essere assai meno presente nella quotidianità rispetto a quanto non lo fosse per i popoli mediterranei - è femminile [die Sonne].

La morte, forse perché ineluttabile, è maschile [der Tod]. Tuttavia, questo sostantivo è utilizzato solamente per la morte degli esseri umani. Quando si parla della morte di animali o piante, si fa ricorso agli infiniti sostantivati, quindi a un più debole genere neutro [rispettivamente das Verenden e das Absterben].

L'amore - ovviamente - è femminile [die Liebe]!


La storia del territorio, inoltre, ci spiega come mai la lingua abbia scelto diversi vocaboli per denotare diversi aspetti delle cose, a seconda delle loro specificità.

Per esempio, esistono due parole per indicare il muro: die Mauer e die Wand. La prima, di chiara origine latina, è usata per indicare i muri esterni, mentre die Wand [che condivide l'etimologia con l'inglese wall e deriva dalla radice germanica per "intrecciare"] è il vocabolo usato per le pareti interne.
La spiegazione può essere vista nel fatto che i popoli germanici vivevano in capanne, perciò l'oggetto che delimitava l'abitazione dal mondo esterno era "qualcosa di intrecciato". I Romani introdussero abitazioni in muratura, ma a quell'epoca la lingua germanica possedeva già una parola per indicare il muro, perciò si creò la distinzione fra la costruzione più esterna, presumibilmente più solida e quindi "die Mauer", e quella interna "die Wand".


Purtroppo, non sempre la riflessione sulla storia della lingua ci aiuta a prevedere il genere di un sostantivo: difficile trovare una motivazione al perché il Tedesco abbia scelto di assegnare il maschile al vocabolo che denota la sedia, der Stuhl, [o perché l'Italiano l'abbia voluta femminile!].

Non resta quindi, come già ammesso, che rassegnarsi a fare una buona scorta di fosforo e memorizzare i vocaboli associati al loro genere!